::Guide ::Articoli ::Home


LA COLLEZIONE DI SABBIE

INTRODUZIONE

Più spesso di quanto si creda, molta gente che torna a casa dopo un piacevole soggiorno in località esotiche tende a portare con sé un ricordo di quei luoghi di sogno. Potrebbe trattarsi di un sasso di forma particolare, di una conchiglia o anche semplicemente di un po' di sabbia, raccolta su una duna rovente del deserto, o su una spiaggia corallina incontaminata, o sulle rive di un azzurro lago di montagna.
Quell'oggetto o quell'ammasso di granelli di sabbia diventa istantaneamente una fonte di ricordi che diventerà piacevole ripercorrere ogni tanto. Ecco trovata la prima e più immediata motivazione per iniziare una collezione di sabbie: sabbie per sognare!

I collezionisti di sabbie presentano una molteplice varietà di motivazioni:

  • il fascino delle infinite sfumature e diversità dei colori. Qualcuno si sta cimentando ad usare la sabbia come base di colore per dipingere dei quadri;
  • il significato storico-culturale della località di provenienza. Qualcuno ha richiesto un campione di sabbia del F. Rubicone, quello dove Cesare pronunciò la famosa frase "Alea jacta est!" (Il dado è tratto, la decisione è presa) mentre si decideva a marciare su Roma col suo esercito;
  • la ricerca di colori ben definiti che riflettono il contenuto mineralogico. Ci sono moltissime sabbie bianche, nere, grigie, gialle e rosse (con tutte le sfumature possibili e immaginabili). Molto più rare sono le sabbie verdi (con olivina), viola (con tormalina, fluorite) e azzurre (con sodalite, lapislazzuli);
  • la varietà di forme e di composizione dei granuli, osservati al microscopio, permette di esplorare e apprezzare un universo di forme e di colori che può essere una vera fonte di godimento estetico. Inoltre questo permette agli appassionati di geologia di ricavare informazioni insospettate e affascinanti sull'ambiente di provenienza della sabbia e sulle rocce da cui ha avuto origine. Ogni sabbia rivela una sua propria personalità e lo specialista può tracciarne una vera è propria carta d'identità.

SABBIA MUSICALE

Cala Violina, Punta Ala (Grosseto)

La sabbia musicale è composta principalmente di granuli di quarzo dilavati ed erosi dall'acqua o dal vento, essa produce un suono caratteristico quando è in movimento. Il termine "sabbia canterina" di una spiaggia è un fenomeno a piccola scala mentre il termine "sabbia tuonante" nel deserto indica un fenomeno a grandissima scala, ma il meccanismo sonoro e la qualità dei suoni sono, essenzialmente, gli stessi. Con il termine "sabbia musicale" si comprendono entrambi i tipi di sabbia, per mettere in evidenza che si tratta di un suono piacevole.

Probabilmente, l'antico mito delle sirene, esseri metà donne e metà pesci che cantavano per ammaliare i naviganti, si riferisce a un fenomeno di questo tipo. Gli antichi naviganti si avventuravano raramente in mare aperto e preferivano bordeggiare, cioè navigavano tenendosi a poca distanza dalla costa, per non perdere l'orientamento e soprattutto per potersi mettere in salvo in caso di tempesta. Essendo cosí vicini alla costa potevano perciò percepirne rumori e suoni.
Nulla vieta di pensare che il carattere straordinario del fenomeno possa aver ispirato un antico cantastorie come Omero a parlarne nella sua storia della peregrinazione di Ulisse.

Una cronaca di Ton-Fan, in Cina, menziona fin dall'880 A.D. una grande festa che aveva luogo sulle dune della sabbia tuonante. L'antico manoscritto descrive una misteriosa montagna di sabbia come segue:

"Quando cavalchi o cammini sulla duna di sabbia, il suono dei tuoi passi sulla sabbia si sente a dozzine di miglia di distanza. Nel giorno della festa dei giovani, come era costume da secoli, la gente che viveva dentro le mura del castello era solita scalare il monte Ming-sha-shan e lasciarsi scivolare tutti insieme sulla sabbia. Il suono prodotto durante lo scivolamento era simile al rombo del tuono".

La grande duna è ora chiamata "La Montagna Cantante", e il tempio nei pressi è chiamato "Il Tempio del Tuono".

Oggi questo raro fenomeno è difficile da studiare. Per prima cosa, poche zone nel mondo hanno sabbia capace di produrre suono, perciò, molta gente non è consapevole della sua esistenza.
Inoltre, l'inquinamento sta degradando la capacità di produrre suoni di alcune di queste aree; per esempio, diverse spiagge con sabbie canterine sono diventate silenti da quando sono state inquinate.
La capacità di produrre suono della sabbia musicale potrebbe essere quindi un indicatore della purezza dell'acqua o dell'aria. Se l'acqua di mare è inquinata da humus, polvere, olio, detergenti, o da altre miscele di materiali, la sabbia canterina smette di cantare. Le sabbie che non cantano più, che hanno perso le loro proprietà, sono chiamate "sabbie morte".


Perché la sabbia produce il suono?

Il meccanismo non è ancora molto chiaro, però sembra che nella sabbia in movimento si formino periodicamente onde coerenti di pressione lungo le linee di scorrimento. Si pensa che questo sia il risultato del maggior attrito intergranulare che questa sabbia presenta.

Di solito, la sabbia musicale presenta buone proprietà sonore quando è asciutta. Alcune sabbie musicali invece emettono suoni solo se immerse in acqua.

Ecco alcuni luoghi in cui avviene questo raro fenomeno naturale:

  • spiaggia di Babadejuka, Rio de Janeiro (Brasile), sabbia cantante in acqua;
  • Baia di Laig, Isola di Eigg, Inghilterra;
  • in Giappone le sabbie cantanti sono disposte in una linea continua che passa per Osodani (Prefettura di Yamagata), in una zona interna, lontano dal mare. Quindi si tratta dei resti di antiche spiagge. Probabilmente alcuni nomi di località costiere del Giappone (baia del Flauto, cala dell'Arpa) rivelano l'esistenza di sabbie musicali una volta attive.

Testi di Nicola Cardaci

::Guide ::Chi siamo ::Statuto ::Iniziative ::Contatti ::Galleria ::Links ::Home