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I MINERALI NELLE SCORIE
METALLURGICHE ANTICHE
DELLA TOSCANA

La metallurgia antica è stata ed è tuttora un argomento di studio molto interessante sia dal punto di vista storico culturale che ancor di più dal lato tecnologico, per lo sfruttamento dei giacimenti minerari per l'estrazione dei metalli. I riferimenti dell'inizio dell'industria metallurgica sono databili, nel bacino del Mediterraneo, alla civiltà ellenica e, parallelamente, alla cultura etrusca. La produzione dei metalli aveva per questi popoli grande importanza poichè il commercio del prodotto finito procurava alti profitti sotto forma di prodotti e di alleanze.


Fucinaia - forno di riduzione

Fucinaia - forno fusorio

In tempi recenti alcuni studiosi hanno cercato, riuscendo nel loro intento, di riprodurre e far funzionare i cosiddetti forni fusori, da cui si estraeva, al termine della fusione, la massa metallica sotto forma spugnosa. La fase successiva consisteva nella fucinatura della spugna fino ad ottenere una massa metallica compatta, il più possibile depurata dalle scorie, adatta per le lavorazioni successive. Prima di poter prelevare la spugna metallica, che era migrata per gravità verso la parte inferiore del forno, si doveva allontanare il prodotto di scarto della fusione e ammassarlo in una discarica.

Tali discariche sono sopravvissute fino ad oggi e sono indicative della localizzazione delle antiche industrie. I resti di siti etruschi di produzione metallurgica scoperti in Toscana sono tutti caratterizzati dalla loro prossimità con:

  • pozzi e cave di escavazione dei minerali
  • boschi per il reperimento del legname adatto all'alimentazione dei forni
  • acqua per il raffreddamento nella lavorazione della fucinatura, e per ottenere con argilla la malta per la costruzione dei forni.

Si è potuto anche verificare che in molte scorie vi è presenza di cloruro di sodio (sale), che può rappresentare una ulteriore lavorazione per ottenere metalli più puri attraverso il processo del precipitato metallico e successiva rifusione. I tre elementi fondamentali sopra sottolineati erano presenti in modo ideale su diversi territori delle colline metallifere toscane, adiacenti piccoli corsi d'acqua e non molto lontani del litorale centrale della regione.

Da ricerche fatte sul territorio si possono elencare diversi siti metallurgici del periodo etrusco. Il centro commerciale e produttivo più importante è ritenuto quello di Populonia con gli adiacenti golfo e porto di Baratti, utilizzati per l'attracco delle barche per il trasporto del minerale di ferro dalla vicina Isola d'Elba. Lungo la costa della splendida insenatura sono stati rinvenuti cumuli di scorie alti fino a dieci metri ed estesi fino al mare per diversi ettari, approssimando la quantità in circa venti milioni di tonnellate.


Baratti - golfo e spiaggia

Capattoli - giacenza di scorie

Madonna della Fucinaia, lungo la strada per Campiglia Marittima è un altro importante sito archeologico dove si possono visitare i resti di tre forni fusori, dei quali uno servito all'arrostimento del minerale per la riduzione dello zolfo; molto vicino a questo luogo c'è Capattoli dal nome omonimo del torrente adiacente; queste due zone sono distinte per la produzione del rame nella prima, e per il piombo nella seconda.
Nel comune di Massa Marittima vi sono tre luoghi con piccoli cumuli di scorie di rame di cui uno reso più interessante dal fatto che nelle vicinanze è stato scoperto un insediamento etrusco, sulla riva sud del lago dell' Accesa, censito e visitabile con molte spiegazioni sul posto.

A poca distanza dal paese di Sassetta, piccolo centro turistico-climatico, vi è una zona denominata Val Canina, testimone di alcuni resti di forni fusori; negli scarti della lavorazione accumulati vi è la presenza abbastanza strana di minerali di zinco. La spiegazione sta nel fatto che nelle vicine "buche al ferro", da dove veniva estratto il minerale per la produzione del metallo (il sentiero che conduce a questo luogo è chiamato la via del ferro), ancora oggi è possibile trovare alcuni minerali di zinco insieme a quello principale.


Un momento di
ricerca e raccolta

L'ultimo sito, anche se di poca importanza metallurgica, si trova a sud di Livorno, ed è denominato Valle Benedetta, in località Fonte dell'Amore, con una piccola giacenza di scorie di ferro.


Baratti - scorie sulla spiaggia

Dalla scoperta di tutte queste zone di accumulo, attraverso lo studio e le analisi chimico-cristallografiche delle note scorie si è potuto capire con certezza quali minerali venivano utilizzati, con che metodi e quali metalli si producevano nei vari luoghi, poiché osservando l'interno delle bollosità dei materiali di scarto, sono state trovate molte specie di minerali. Anche se le dimensioni dei cristalli sono molto piccole, la loro forma ed il colore sono quasi sempre perfetti e ben distinti. Tali ritrovamenti hanno suscitato nei collezionisti di minerali e ricercatori un buon interesse mineralogico, anche perché alcune specie di minerali sono piuttosto rare.

I primi ritrovamenti di scorie risalgono a moltissimi anni fa, ma la scoperta e l'interessamento ai minerali in esse contenuti sono abbastanza recenti, e senza dubbio il primo luogo si trova in Grecia nella regione costiera di Laurion. In Toscana nei vari siti sono stati trovati ed identificati finora oltre 60 differenti minerali tra cui elementi nativi, ossidi, cloruri, pochi arseniati e solfuri, carbonati e solfati appartenenti a rame, piombo, ferro ed argento. Le caratteristiche cristallografiche e chimico-fisiche dei minerali nelle scorie sono nella quasi totalità perfette e quindi per la forma geometrica, il colore e la bellezza ben si prestano ad essere ricercati, collezionati ed anche se molto piccoli fotografati. Infatti ogni collezionista, appassionato o semplice curioso può avvalersi di testi scientifici, trattati ed altro per la classificazione, o per sola curiosità, ma anche l'immagine documentata è un buon argomento di confronto, come dire che anche l'occhio vuole la sua parte.

Nella speranza che le microfotografie che seguiranno con le informazioni annesse ad ognuna possano dare un piccolo contributo alla curiosità, alla scienza ed alla cultura, Vi auguriamo una buona visione e consultazione.


Iconografia:

Checklist illustrata dei minerali da scorie etrusche


Bibliografia:

  • La Miniera Italiana, anno X - n°3/1927 "L'Industria mineraria e metallurgica in Toscana al Tempo degli Etruschi" di G. D'Achiardi.
  • MINERALI di Rupert Hochleitner 1990 ed. G. Mondadori.
  • Rivista Mineralogica Italiana n°1 - 2 /1989 "I minerali delle antiche scorie di Laurion, Grecia" (l° parte) e (2° parte).
  • Rivista Mineralogica Italiana n° 1 - 2 /1992 "Baratti (LI): una nuova località italiana analoga al Laurion. (l° parte) e (2° parte).
  • Rivista Mineralogica Italiana n° 4 /1993 "I minerali delle scorie di Madonna della Fucinaia (L I).
  • LAURION - The Minerals in the Ancient Slags di Piet Gelaude, Piet Van Kalmthout, Christia Rewitzer; 1996 (Germany)
Testi e fotografie di Francesco Bonotti, scansioni e HTML progr. di Bernardo Baldassari

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