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INTRODUZIONE ALLA
RICERCA DI METEORITI


Introduzione

Le meteoriti sono tra gli oggetti più rari che un naturalista ricercatore possa sperare di trovare. Poiché la probabilità di assistere alla caduta di una meteorite è veramente trascurabile, conviene andare alla ricerca di quelle già cadute. Ma viene da chiedersi quale sia la probabilità di trovarne una, ammesso che si riesca a riconoscerla.
Proviamo a fare qualche considerazione.
Il nostro pianeta viene colpito continuamente da detriti cosmici, con maggiore frequenza da quelli di piccole dimensioni e molto più raramente (per fortuna!) da quelli di maggiori dimensioni. Purtroppo la maggior parte di essi cade negli oceani e nei mari perché la loro estensione è molto maggiore di quella delle terre emerse: circa 4/5 della superficie totale del nostro pianeta sono coperti dal mare. Inoltre, molte delle meteoriti che non finiscono in mare cadono sulle montagne, sui deserti, sulle foreste o in zone disabitate, ed è difficile che vengano trovate e raccolte.
Per cui il ritrovamento di meteoriti è condizionato fortemente da vari fattori, alcuni strettamente correlati:

  • le zone temperate, ricche di copertura vegetale, possono nascondere facilmente le meteoriti, e inoltre l'umidità tende ad alterarle e a renderle irriconoscibili o addirittura a distruggerle in tempi relativamente brevi (decine di anni o centinaia, secondo il tipo);

  • le zone prive di vegetazione oppure con un terreno molto uniforme favoriscono il ritrovamento delle meteoriti (se ne trovano a decine nei deserti, e migliaia ne sono state trovate sulle grandi distese ghiacciate dell'Antartide);

  • in una zona densamente abitata è più facile che una meteorite sia trovata, però, se gli abitanti del luogo non hanno la cultura sufficiente, è molto difficile che venga riconosciuta e quindi raccolta.

Chissà quante volte sarà capitato durante una passeggiata in campagna o un'escursione in montagna di calpestare una meteorite senza riconoscerla! Magari le avremmo dato un calcio per mandarla a perdersi chissà dove!

Le meteoriti possono essere fatte di roccia, di metallo (ferro e nichel) o di un miscuglio di entrambi. Le meteoriti di roccia superano numericamente quelle di metallo, ma sono molto più difficili da riconoscere: occorre una preparazione specialistica. Le meteoriti metalliche sono le più facili da identificare, perché la presenza abbondante di ferro permette di attrarle con una calamita o rivelarle con un cercametalli. Le più difficili sono le condriti carbonacee, perché sono relativamente leggere, hanno un aspetto scuro (simili a pezzi di carbone fossile), se tagliate hanno spesso lucentezza metallica e contengono pochissimo ferro (non sufficiente ad attivare un cercametalli). La famosa meteorite di Orgueil, una condrite carbonacea tra le più rare, è stata riconosciuta come tale soltanto perché fu vista cadere!
Infine, contrariamente a quello che si pensa comunemente, le meteoriti non sono assolutamente radioattive.

Nella ricerca delle meteoriti, può essere utile usare un cercametalli in zone isolate e poco frequentate, per evitare di trovare una quantità enorme di rifiuti metallici prodotti dall'attività umana (chiodi, bulloni, lattine, capsule di bottiglie, ecc.), meglio sarebbe esplorare zone aride e prive di vegetazione. I fondi di laghi prosciugati sono buoni posti dove cercare perché il vento solleva la polvere e può lasciare scoperte le meteoriti.
La ricerca delle meteoriti può dare risultati deludenti tali da scoraggiare presto chiunque, però c'è un modo molto semplice di raccogliere meteoriti: basta accontentarsi, per il momento, di trovare solo quelle piccolissime!


Raccolta di Micrometeoriti

Le stelle cadenti, naturalmente, non sono stelle. Ogni volta che vediamo una stella cadente, un pezzettino di roccia mista a metallo si scontra con la parte superiore dell'atmosfera del nostro pianeta e, a causa dell'attrito, brucia. Raramente, satelliti artificiali o parti di veicoli orbitali cadono nell'atmosfera e si incendiano nello stesso modo.
Il lampo di luce prodotto da questo incenerimento è chiamato "meteora", perché è un fenomeno che avviene dentro l'atmosfera. Una meteora si forma quando un oggetto qualsiasi, di solito della grandezza di un pisello o più piccolo, colpisce l'atmosfera ad una altezza da 80 a 100 Km. L'aria a quell' altitudine è molto rarefatta, ma gli oggetti provenienti dallo spazio hanno spesso velocità di decine di migliaia di chilometri l'ora. Per avere un'idea di quello che succede quando un oggetto attraversa l'aria a grande velocità, è sufficiente provare a strofinare insieme le mani, con energia. L'attrito prodotto dallo strofinio produce calore. Ecco cos'è che fa bruciare le particelle nell'atmosfera consumandole completamente.
Oggetti più grandi non bruciano completamente. I frammenti rimanenti raggiungono la superficie della Terra e prendono il nome di meteoriti.

Il calore generato dall'attrito con l'aria porta rapidamente la superficie dell'oggetto alla temperatura di 3000-4000°C provocando la vaporizzazione di materiale. Quasi istantaneamente il metallo e la roccia evaporati si raffreddano e, in condizioni di caduta libera, si condensano in microscopiche palline del diametro di circa un decimo di millimetro o meno, chiamate micrometeoriti. Ogni giorno sulla Terra cadono tonnellate di questo materiale microscopico, disperso dal vento su enormi estensioni.

Per raccogliere le micrometeoriti è necessario trovare un posto dove possano concentrarsi. Luoghi ideali sono i pozzetti di scarico delle acque piovane e le grondaie, dove si concentra la parte più pesante della polvere che cade sul tetto e dove non sono presenti molti altri tipi di particelle o detriti.
Però nel detrito che si raccoglie in una grondaia è presente un mucchio di roba portata dal vento e occorre un modo per separare le micrometeoriti metalliche.
Dopo aver tolto foglie e altri detriti grossolani, un modo può essere quello di porre il resto del materiale su un foglio di carta e mettervi una calamita sotto. Pizzicando e picchiettando sulla carta fate cadere tutte le particelle non attratte dal magnete. Molte delle particelle metalliche rimaste sono parti di polvere spaziale!
Un altro modo è quello di infilare una potente calamita in un sacchetto di plastica e poi passarlo sul detrito raccolto. Fate poi cadere la polvere rimasta attratta, in una vaschetta, estraendo con cura la calamita dal sacchetto di plastica. Il sacchetto serve ad evitare che la polvere rimanga attaccata alla calamita.

non sferica

Osservando la polvere raccolta con un microscopio di almeno 20 ingrandimenti, potrete notare la presenza di piccole sferette metalliche lucide. Alcune presentano piccole depressioni sulla superficie, altre hanno forma di goccia, a causa di fenomeni di depressione aerodinamica subiti mentre il metallo si stava consolidando.

cava

Micrometeoriti vetrose

Anche la parte rocciosa di una meteorite subisce lo stesso processo di riscaldamento, però, a causa del brusco raffreddamento, si solidifica in un materiale vetroso molto simile a una particolare roccia vulcanica chiamata ossidiana.

micrometeorite vetrosa

Le micrometeoriti vetrose sono troppo leggere per essere trovate nel fondo di una grondaia e non esiste un modo semplice per separare quelle rimaste per caso; però, se il detrito raccolto non è molto abbondante, potrebbe essere utile osservarlo con un microscopio a circa 20 ingrandimenti. Qualche volta è possibile vedere delle sferule di aspetto vetroso e di colore vario, dal giallo trasparente, al verdastro, al nero. Anche osservando della semplice sabbia al microscopio è possibile ogni tanto vedere delle sferette di vetro praticamente perfette.

Si potrebbe costruire una specie di trappola per raccogliere sia le micrometeoriti ferrose che quelle vetrose.
Lo schema potrebbe essere simile a quello di un pluviometro: una vaschetta di grande superficie (solitamente 1 mq) che convoglia l'acqua piovana in un recipiente (una bottiglia di plastica) dotato di un foro o tubo di scarico posto a circa 3/4 della sua altezza. In questo modo, quando l'acqua si versa nel recipiente, il materiale più pesante rimane sul fondo e il resto dell'acqua esce dallo scarico superiore. Naturalmente, più è grande la superficie di raccolta più è alto il numero delle meteoriti catturate. Sarebbe interessante, anche, poter misurare (in peso, in numero e tipo) le meteoriti raccolte in un certo tempo (1 giorno, 1 settimana, 1 mese, ecc.) e ricavare quindi una stima della quantità di materiale cosmico che cade sul nostro pianeta.

Tra tutto il materiale separato con la calamita potrebbero anche esserci frammenti derivanti da frammentazioni in aria di meteoriti. Essi potrebbero aver attraversato l'aria a velocità troppo basse per riscaldarsi fino a fondere. Il loro riconoscimento è però troppo difficile senza mezzi adeguati.

testi di Nicola Cardaci - Fotografie di Attilio Anselmo

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